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Cos'è (davvero) l'Agricoltura 4.0


In una provincia come quella tarantina, caratterizzata da una forte presenza di imprese agricole e agroalimentari, è oggi fondamentale parlare di tecnologia e innovazione del settore agricolo.

Siamo nell’era dei Big Data, dell’Internet of Things, dei droni e dei robot, elementi di quella che viene definita Agricoltura 4.0.

Per Internet delle Cose si intende l’uso della rete da parte degli oggetti che si collegano tra loro, si riconoscono e si scambiano dati, accedendo così a informazioni anche raccolte da altri oggetti. Le cose diventano, in altre parole, intelligenti grazie alla connessione dentro un sistema nel quale cloud e big data sono fondamentali. I Big Data sono raccolte di dati estremamente estese ed eterogenee, tanto da richiedere strumenti e tecnologie specifici per analizzarle, estrapolarle e correlarle allo scopo di scoprire i legami tra fenomeni diversi, prevedere quelli futuri, prendere decisioni anche immediate. Proprio grazie all’Internet delle Cose e ai Big Data, nasce l’Agricoltura 4.0, evoluzione della cosiddetta Agricoltura di Precisione, capace di processare rapidamente informazioni accurate, quali le caratteristiche fisiche e biochimiche del suolo, che consentono di automatizzare e rendere più efficienti attività della filiera agricola altrimenti non collegate tra loro. Gli strumenti e i mezzi che permettono tale circolazione di dati sono svariati e vanno dai sensori, applicati nei campi alle piante e sui trattori, ai droni che dall’alto analizzano lo stadio di avanzamento e salute delle colture, dagli smartphone e tablet, sincronizzati attraverso app di supporto decisionale, allo smart packaging e alle etichette intelligenti che comunicano dati attraverso QR code. Senza dimenticare i robot dotati di intelligenza artificiale che aiutano gli agricoltori nella raccolta dei prodotti della terra, letteralmente toccandoli per percepirne lo stadio di maturazione e decidere autonomamente se sono pronti per la raccolta.

Ma qual è il livello di consapevolezza, nella nostra provincia come in tutta Italia, rispetto alle opportunità di Agricoltura 4.0 e quale il grado di diffusione delle tecnologie applicabili per il miglioramento complessivo delle attività in questo comparto? L’ultima analisi dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Polimi, realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, classifica ad oggi “110 imprese del comparto (74% brand affermati e 26% startup) che offrono oltre 300 soluzioni tecnologiche di Agricoltura 4.0, con ruoli e posizionamento molto diversi lungo la filiera. Il 49% delle aziende sono fornitrici di soluzioni avanzate come Internet of Things (IoT), robotica e droni, il 22% di soluzioni di data analysis, il 16% di macchine e attrezzature per il campo, il 7% produce componentistica e strumenti elettronici, mentre nel 3% dei casi sono realtà produttive in ambito agricolo. Le soluzioni più frequenti sono i sistemi utilizzabili trasversalmente in più settori agricoli (53%), seguite da quelle rivolte al comparto cerealicolo (24%), ortofrutticolo (24%) e vitivinicolo (16%).”

Fonte: Osservatorio Smart Agrifood

Oggi il processo di interscambio dei dati può essere ulteriormente allargato, correlando la coltivazione vera e propria sul terreno con gli altri step dell’attività agricola. Si parla di tracciabilità della filiera, il cosiddetto Internet of Farming: durante ogni passaggio, dal campo al confezionamento, vengono raccolti dati utili a mantenere sotto controllo tutta l’attività produttiva, scambio merci e informazioni tra i vari protagonisti della value chain.

Sempre secondo l’Osservatorio Smart Agrifood le soluzioni disponibili di Internet of Farming sono anch’esse in crescita, abilitate dal 14% delle aziende che offrono tecnologie 4.0: “quasi l’80% delle soluzioni è applicabile in fase di coltivazione, il 13% supporta la fase di pianificazione, il 4% il monitoraggio degli stock e il 3% la logistica aziendale”. Gli esperti dicono essere questo il maggior valore dell’Agricoltura 4.0. Ma ne esistono anche tanti altri più specifici.

Incrociando i dati di cui parlavamo prima, riguardanti fattori ambientali e climatici oltre che colturali, si può: - determinare quando e quanto nutrire e irrigare le coltivazioni, prevenire le malattie delle piante bloccando la proliferazione di parassiti, intervenendo in modo mirato e risparmiando così tempo e risorse preziose come l’acqua; - analizzare lo sviluppo delle coltivazioni per stabilire il momento più giusto per la raccolta, che potrà anche avvenire in più fasi a seconda del livello di crescita di ciascuna pianta.

Fonte: Osservatorio Smart Agrifood

Il risvolto più positivo di tale gestione e utilizzo dei dati è la creazione di prodotti di qualità biologica, che tendono ad annullare il contenuto di sostanze chimiche. Efficace è l’interpretazione riassuntiva che l’Osservatorio dà di Agricoltura 4.0, definendola come “utilizzo armonico e interconnesso di diverse tecnologie finalizzate a migliorare resa e sostenibilità delle coltivazioni, qualità produttiva e di trasformazione nonché condizioni di lavoro”. I risultati positivi di queste pratiche sono testimoniati anche dai numeri. “Il 30% delle imprese che adottano soluzioni digitali di tracciabilità rileva una riduzione degli errori di inserimento dei dati e del rischio di manomissione […] e il 21% un risparmio di tempo per la raccolta dei dati. Anche i processi e le relazioni nella supply chain beneficiano di queste soluzioni, soprattutto per quanto riguarda i costi di gestione delle scorte (15%), la riduzione degli sprechi alimentari (14%) e il consolidamento dei rapporti di filiera (13%). Il 13% delle aziende ha anche riscontrato un aumento delle vendite”. Le soluzioni tecnologiche per la tracciabilità alimentare disponibili sul mercato italiano sono attualmente 133 e intervengono nei processi di identificazione univoca, acquisizione del dato, registrazione, analisi, integrazione e trasmissione. Le più diffuse sono piattaforme software per registrazione, integrazione ed elaborazione del dato (62%), seguite da soluzioni che combinano strumenti hardware e software (30%) e da strumenti hardware come sensori IoT e lettori codici a barre (8%). Fra quelle più avanzate, invece, le più utilizzate sono RFID (Radio-Frequency Identification, 20%), Cloud (19%), i Big Data Analytics (14%) e i sensori IoT (10%).

Fonte: Osservatorio Smart Agrifood

Da un’indagine condotta sempre dall’Osservatorio Smart Agrifood emerge come le imprese italiane siano sempre più consapevoli delle opportunità offerte dall’Agricoltura 4.0 e le utilizzino sempre di più. “Il 55% delle aziende analizzate dichiara di utilizzare macchinari o tecnologie avanzate per la pianificazione delle colture, la semina, la coltivazione, il raccolto, e fra questi il 45% lo fa da più di cinque anni.” Influiscono significativamente sull’adozione di soluzioni 4.0 la dimensione dei terreni e i settori di riferimento. “Sotto i 10 ettari solo il 25% delle aziende adotta soluzioni 4.0, contro il 65% di quelle sopra i 100 ettari”.

L’Italia ha bisogno di recuperare un gap nello sviluppo tecnologico e digitale delle imprese, non solo agricole, rispetto ai paesi più avanzati della UE. Per tale ragione, il Governo Italiano ha varato e perfezionato negli ultimi anni il Piano Nazionale di Impresa 4.0, un insieme di misure e agevolazioni che hanno il principale obiettivo di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività delle imprese. Per quanto riguarda il settore agricolo, come abbiamo visto, l’utilizzo di tecnologie 4.0 è in forte crescita in Italia, ma sono ancora tante le aziende che possono e devono approcciarsi all’innovazione, specialmente nelle aree meridionali. Per approfondimenti sugli incentivi previsti dal Piano Nazionale di Impresa 4.0 è utile visitare il sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

La Camera di commercio di Taranto, come l’intero Sistema camerale italiano, ospita un Punto Impresa Digitale, nodo delle rete di Impresa 4.0 il cui obiettivo è quello di supportare la digitalizzazione delle imprese locali, offrendo gratuitamente servizi di informazione e assessment della maturità digitale e mettendo a disposizione voucher da investire in tecnologie 4.0.

(Gabriele Cometa - Digital Promoter PID Taranto - tel. 0997783067)

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