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La digitalizzazione come volano dell'export


L’evoluzione digitale è fondamentale per la crescita delle imprese italiane, sia per il commercio interno sia per quello internazionale. Ce lo conferma il XVII Rapporto ICE - Prometeia presentato alcuni giorni fa: ”Guardando ai cosiddetti megatrend che attraversano l’economia globale, è possibile mettere in luce alcune sfide che lo scenario rivolge oggi alle imprese italiane e che, se accettate, possono rappresentare un’occasione, indipendentemente dal tasso di crescita atteso per il commercio estero a uno o due anni: dalla mobilità elettrica che chiama in causa una filiera imprescindibile per la dimensione manifatturiera di un paese, agli investimenti per la digitalizzazione che sono oggi fattori necessari e abilitanti sia per crescere sui mercati (l’e-commerce e lo sfruttamento dei big data i casi più evidenti) sia per favorire l’innovazione dei prodotti (progettazione e stampanti 3d), sia per la tutela degli asset aziendali (cybersecurity). Si tratta di sfide che prescindono dalle strategie di export in senso stretto, ma che probabilmente possono trovare nell’internazionalizzazione quella massa critica per mettere a sistema alcuni processi virtuosi già avviati o, in ogni caso attraverso il confronto su standard globali, una guida di riferimento per una trasformazione industriale comunque strategica”.

Le statistiche sono di supporto per analizzare il fenomeno della digitalizzazione su scala europea. Il Digital Economy and Society Index Report 2019 “Integration of Digital Technology” evidenzia come la trasformazione digitale delle imprese europee è guidata dalla diffusione di connessioni veloci a banda larga, dall’uso dei social media e delle applicazioni mobile. Questo indice sintetizza cinque indicatori relativi alle prestazioni digitali dell'Europa (diffusione e velocità della connessione internet, capacità umane nel digitale, uso di internet e transazioni online, integrazione delle tecnologie digitali, servizi pubblici digitali) e tiene traccia dei progressi degli Stati membri dell'UE nella competitività digitale. Sulla base di questi indicatori, i dati riguardanti il nostro paese sono ancora poco incoraggianti. L’Italia, infatti, si è classificata ventiquattresima su 28 Stati membri, precedendo solo Polonia, Grecia, Romania e Bulgaria. Inoltre, come in Bulgaria, Romania, Grecia, Lettonia, Spagna, Polonia e Ungheria, in Italia la maggior parte delle imprese (oltre il 55 per cento) ha effettuato investimenti bassi nelle tecnologie digitali, spesso limitati alla semplice costruzione di un sito web e all’utilizzo di pochi computer. In particolare, nella condivisione elettronica delle informazioni, nell’uso dei social media, di software di big data analysis, di soluzioni cloud e di siti e-commerce, l’Italia è solo ventitreesima in Europa.

Per analizzare ancora meglio il quadro italiano, è utile osservare il rapporto Transizione 4.0 presentato dal Ministero dello Sviluppo Economico in riferimento all’anno fiscale 2017. In Italia le aziende che investono e progrediscono nella digitalizzazione sono soprattutto quelle medie e quelle grandi. Queste sono le imprese che stanno portando avanti gli investimenti più consistenti nell’innovazione e stanno sfruttando gli incentivi proposti dal Piano Nazionale Impresa 4.0. In particolare, il 64 per cento delle imprese che hanno sfruttato l’Iperammortamento su beni materiali sono di medio-grande dimensione, il 27 per cento sono piccole e solo il 9 per cento sono micro imprese. Per quanto riguarda il Credito d’imposta sulle spese in ricerca e sviluppo, la misura ha agevolato per il 63 per cento le imprese di medio-grande dimensione, mentre solo l’8 per cento del totale sono micro imprese. Osservando questi numeri, è facile capire che le micro e piccole imprese, che costituiscono la gran parte del tessuto economico italiano, sono ancora molto indietro nel processo di innovazione digitale.

Vista, però, la portata economica dell’intervento pubblico per favorire la digitalizzazione delle imprese e conoscendo i dati sull’esportazione italiana, costituente circa il 30 per cento del PIL nazionale e in crescita, è interessante valutare quale sia il rapporto di interconnessione tra questi due fenomeni. Diversi studi condotti sull’argomento hanno evidenziato la relazione positiva fra l’utilizzo delle tecnologie digitali e la propensione all’esportazione. Sempre secondo ICE – Agenzia, la percentuale di imprese digitalizzate che operano con l’estero è superiore rispetto a imprese che non adottano le tecnologie digitali. Unica eccezione è il settore terziario, che presenta valori molto bassi in entrambi i casi, ma, a parità di altri fattori, il digitale raddoppia la probabilità che l’impresa abbia attività di import o export. In linea generale, l’uso delle tecnologie permette di ridurre i costi legati ai processi di internazionalizzazione e abbatte le barriere commerciali, elemento fondamentale soprattutto per le MPMI.

In effetti, da una relazione condotta da Doxa per conto di Google è emerso che le piccole e medie imprese italiane che negli ultimi anni hanno implementato strumenti digitali, quali siti web e software specializzati, sono le stesse che hanno avviato e mantenuto proficue relazioni con i player esteri, incrementando di conseguenza il volume delle proprie esportazioni. Inoltre, l’indagine precisa che le ragioni di questa correlazione fra digitalizzazione e internazionalizzazione sono da attribuire a fattori di tipo culturale. Le imprese maggiormente digitalizzate, infatti, sono più inclini a intrattenere costanti relazioni con l'esterno poiché l'uso di internet genera nel tempo una mentalità più aperta, che predispone al contatto con realtà diverse e più sviluppate, con l’obiettivo di migliorare i processi e accrescere il numero di clienti.

La digitalizzazione può accompagnare e favorire l’export in diversi modi:

  • nella fase preliminare, gli strumenti digitali permettono di eseguire ricerche di mercato in modo più facile e veloce, conoscendo più in dettaglio il target di clienti nel paese di destinazione, le loro esigenze e le loro abitudini di acquisto e consumo, così come le caratteristiche delle imprese concorrenti e del loro approccio al mercato.

  • Una volta entrate nel mercato estero, le imprese possono sfruttare la digitalizzazione per incrementare il numero dei canali di vendita e rendere più fluido il rapporto con i fornitori.

  • Grazie alla digitalizzazione migliora anche il rapporto con i clienti esteri, che diventa più diretto e cresce in qualità, soprattutto nella fase di supporto post vendita.

  • In tutte le fasi dell’export, l’attività che giova maggiormente della digitalizzazione è quella di marketing. Con il marketing tradizionale e offline il rapporto con i mercati esteri era decisamente più lento e complesso. Oggi, grazie ai siti web multilingue, ai social network, ai motori di ricerca e alle e-mail, che sono gli strumenti principali del digital marketing, la penetrazione dei mercati esteri è molto più semplice e diretta.

Tuttavia, il predominio dell’ultimo punto rispetto agli altri tre sottende quelle che sono le carenze nell’approccio digitale all’esportazione delle aziende italiane. La maggior parte degli investimenti fatti finora riguardano le tecnologie che hanno un maggior impatto sulle funzioni legate all’approccio col cliente finale all’estero, quali, appunto, la creazione di siti web e-commerce e la cura strategica della presenza aziendale sui social media.

Questo dato fa capire come le nostre aziende dovrebbero focalizzarsi maggiormente sull’utilizzo delle tecnologie digitali nel miglioramento delle fasi di produzione, per rendere più fluida e smart la relazione tra i diversi soggetti che compongono la catena del valore. Questo ulteriore step potrebbe essere definito come digitalizzazione della supply chain e sarà fondamentale per il successo all’estero delle nostre imprese, per ridurre il time to market dei loro prodotti/servizi e per accrescere la personalizzazione dell’offerta, in un mercato internazionale variegato e in costante adattamento alle mutevoli necessità di consumatori sempre più attenti ed esigenti.

(Gabriele Cometa - Digital Promoter PID Taranto - tel. 0997783067)

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